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storia della casa

Questa casa affondò le sue radici nelle sabbie salmastre della Magra agli inizi del ‘900; nella prima metà del secolo guerra e bombardamenti lasciarono importanti cicatrici nelle sue pietre come nell'intera zona, infatti un ordigno caduto a poche decine di metri fece crollare gli edifici retrostanti e la squarciò letteralmente in due.
Fu necessaria una laboriosa ristrutturazione con tiranti, catene e un nuovo tetto per ripristinare l'abitabilità dell'edificio. Il tempo e il fiume continuarono a scorrere anno dopo anno e l'epoca in cui la sabbia lambiva il portone d'ingresso si allontanò sempre di più; le case si infoltirono e la strada, poco più che una mulattiera, venne asfaltata. La darsena, appena nata, cominciò ad ospitare gozzi e barche da pesca.
Giunti ai nostri giorni, la casetta, sbiadita e crepata come la pelle di un vecchio pescatore, faticava a trovare un senso in un contesto in cui tutto sembrava più nuovo e perciò, dopo anni di cimento e di cemento, siamo riusciti a ristrutturarla da capo a piedi.
Oggi si presenta con una nuova veste, cambiata nella sostanza ma fedele al suo vecchio aspetto, in attesa di accogliere i nuovi ospiti per cui è stata restituita all'antico splendore.

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Storia di Bocca di Magra

Bocca di Magra divenne famosa nel dopoguerra, quando venne scelta come méta privilegiata di villeggiatura da alcuni dei più famosi letterati dell'epoca, affascinati dall'aspetto così naturale del luogo, naturalmente intonso nonostante il brulicare delle attività umane, che alla perfezione si erano mescolate al lento scorrere del fiume.
Qui trovarono ristoro per anima e corpo artisti e scrittori come Cesare Pavese, Giulio Einaudi, Vittorio Sereni, Eugenio Montale, Elio Vittorini, Marguerite Duras, Franco Fortini e tanti altri, portando in dono a questi luoghi la loro sensibilità artistica e dando vita a un connubio indimenticato tra natura, uomo e arte ritratto nelle loro opere con tanto brevi quanto significative citazioni se non con intere poesie, come ne "Il ritorno" di Montale.
Questa solare fetta di mondo è però avvezza a citazioni colte già da tempi più remoti, quando gli scogli di Punta Corvo e la foce del Magra venivano immortalati nelle righe di Petrarca e Boccaccio. Pur mutando nel corso degli anni, Bocca di Magra ha saputo mantenere intatta la sua caratteristica atmosfera di quiete e serenità, capace di persistere anche nei più affollati mesi estivi, rendendo questo posto una vera oasi di relax per chi vuole avere una base sicura e tranquilla per visitare il Golfo dei Poeti, il bacino del Magra o l'alta Toscana o per chi, semplicemente, ha solo bisogno di dimenticare la propria auto al parcheggio e ricaricare le proprie energie.

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Il Golfo dei Poeti

Bocca di Magra si trova al limite estremo della Liguria, tra il meraviglioso Golfo dei Poeti e la vicina riviera toscana. Bastano queste poche parole per dare un'idea di quante opportunità può offrirti una vacanza in un luogo come questo; il posto è dei più idilliaci e rilassanti, la spiaggia è a poche decine di metri e puoi arrivare a quelle più selvagge con comodi trasporti via mare o per mezzo di panoramici sentieri immersi nella macchia mediterranea che collegano Bocca di Magra a Monte Marcello e che, sotto un vasto reticolo, toccano i vari borghi del Golfo, passando per i vecchi bunker e le antiche postazioni di guardia.
In pochi minuti puoi arrivare con tutta comodità a Tellaro e Lerici, collegata con Portovenere da ulteriori navigli che permettono di raggiungere anche le stupende isole di Palmaria e Tino. In direzione opposta hai a disposizione grandi spiagge e stabilimenti balneari a Fiumaretta e Marina di Carrara, o nella riviera versiliese, con la sua costa, i suoi locali e le sue famose discoteche.
Inoltre, se vuoi partire alla scoperta delle bellezze dell'entroterra, troverai le colline della Val di Magra costellate di borghi antichi e suggestivi come Castelnuovo e Ameglia, potrai visitare le cave di marmo di Carrara e la storica cittadina di Sarzana, ad appena 10 minuti di macchina, da cui partono i treni che portano fino alle Cinque Terre, subito dopo il Golfo.
Infinite possibilità e infiniti itinerari per una meravigliosa vacanza in prima fila, al centro di tutto questo, una vacanza a Bocca di Magra, nella casa al mare dei tuoi sogni.

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Il ritorno

Ecco bruma e libeccio sulle dune sabbiose che lingueggiano e là celato dall'incerto lembo o alzato dal va-e-vieni delle spume il barcaiolo Duilio che traversa in lotta sui suoi remi; ecco il pimento dei pini che più terso si dilata tra pioppi e saliceti, e pompe a vento battere le pale e il viottolo che segue l'onde dentro la fiumana terrosa funghire velenoso d'ovuli; ecco ancora quelle scale a chiocciola, slabbrate, che s'avvitano fin oltre la veranda in un gelo policromo d'ogive, eccole che t'ascoltano, le nostre vecchie scale, e vibrano al ronzìo allora che dal cofano tu ridésti leggera voce di sarabanda o quando Erinni fredde ventano angui d'inferno e sulle rive una bufera di strida s'allontana; ed ecco il sole che chiude la sua corsa, che s'offusca ai margini del canto - ecco il tuo morso oscuro di tarantola: son pronto. E. Montale (da LE OCCASIONI)

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Verso Tellaro

... cupole di fogliame da cui sprizza una polifonia di limoni e di arance e il velo evanescente di una spuma, di una cipria di mare che nessun piede d'uomo ha toccato o sembra, ma purtroppo il treno accelera...

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Portovenere

Là fuoresce il Tritone dai flutti che lambiscono le soglie d'un cristiano tempio, ed ogni ora prossima è antica. Ogni dubbiezza si conduce per mano come una fanciulletta amica. Là non è chi si guardi o stia di sé in ascolto. Quivi sei alle origini e decidere è stolto: ripartirai più tardi per assumere un volto.

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Bocca di Magra

Domani o dopo farà brutto tempo: questa sera al tramonto si vedevano i monti di Livorno. E quella era la Corsica, un pensiero di isola. Le cave erano neve, lampi i vetri dei borghi. Dagli archi di Appennino il tramontano trema fino al fiume, aguzza gridi e lumi. Questa notte udiremo cigolii di catene e cime, tonfi agli scali, di legni. In sonno, sarà autunno; e in cuore un mare docile a navigare - - tuono all'alba e libeccio. (da POESIE ED ERRORE)